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Jugendstil, Art Nouveau. La collezione di Ferdinand Wolfgang Neess in mostra al Museum Wiesbaden

words: Costina Mocanu

photos: Jens Dörr & Costina Mocanu

Dettaglio: lampade Art Nouveau. Fotografia: © Jens Dörr, 2021

Fra una lampada Tiffany e un dipinto preraffaelita, fra i vasi di porcellana e i mobili in stile Art Nouveau, è facile perdere la testa e il cuore. Curata dal Dr. Peter Forster e aperta al pubblico dal 29 giugno 2019, in occasione del novantesimo compleanno del collezionista Ferdinand Wolfgang Neess (1929-2020), la rivoluzionaria Jugendstil. Art Nouveau propone un’esplorazione tra lo Jugendstil tedesco, l’Art Nouveau franco-belga, l‘Art & Crafts inglese nonché la Seccessione Viennese. In mostra oltre 570 oggetti materiali risalenti al tardo Ottocento, che richiamano i temi principali dello Jugendstil come la natura, l’essere umano e le sue passioni, il simbolismo, il mistero così come le malattie della società moderna. La donazione di Neess è sicuramente un valore aggiunto al Museum Wiesbaden e quasi un sogno per il pubblico!

La stanza dedicata all’arte francese. Fotografia: © Costina Mocanu, 2021

Il termine tedesco Jugendstil prende le sue origini dalla rivista illustrata settimanale Jugend – Münchner illustrierte Wochenschrift für Kunst und Leben (München, 1896 – 1940) fondata da Georg Hirth (1841-1916) e Fritz von Ostini (1861-1927) dedicata all’arte e alla letteratura. In linea con la parola Jugend (in italiano ‘giovinezza’), la rivista rispondeva allo storicismo e all’industrializzazione propugnando uno stile di vita liberato dal positivismo e dal bisogno razionale di prodotti di massa. La fin-­de-­siècle vide l’emarginazione delle attività artigianali e lo svuotamento delle campagne, attività e spazi che si trovarono presto desolate a causa dell’emigrazione interna verso gli spazi urbani. La ceramica, la falegnameria, la vetreria e la grafica subirono un calo di produzione dirompente.

Copertina Jugend – Münchner illustrierte Wochenschrift für Kunst und Leben, 16 aprile 1900. La stanza dedicata all’arte francese. Fotografia: © Costina Mocanu, 2021

I presupposti dell’Art Nouveau

Nel 1851, la grande Esposizione dei prodotti industriali di tutte le nazioni mise in luce i problemi centrali della massificazione industriale: la scarsa qualità a basso costo e l’alienazione sociale. Fu l’artista inglese William Morris (1834-1896) a reagire alla produzione in serie e all’emarginazione dell’artigianato mediante la fondazione della ditta ‘Morris, Marshall, Faulker & Co.’ che conciliava il piacere creativo artigianale con il prodotto industriale, dando origine a prodotti di alta qualità. Per rendere i prodotti più accessibili alla piccola-grande borghesia e per innalzare la dignità artistica del prodotto industriale, Morris fondò nel 1888 l’associazione di arti e mestieri ‘Arts and Crafts Exhibition Society’.

Il recupero di valori ideali e fantastici diventò il dominatore comune di un’arte nuova e rivoluzionaria, l’Art Nouveau. La decorazione fitomorfa, caratterizzata tanto dalla ripetitività dei motivi e linee sontuose, quanto dal tetro simbolismo, ebbe un notevole impatto sulla produzione artistica del fin-de-­siècle particolarmente evidente non solo nella pittura, ma anche nella sfera domestica: mobili, cristalleria, ceramica nonché lampade sradicavano il confine tra estetica e realtà secondo il principio universale di Gesamtkunstwerk (in italiano ‘opera d’arte totale’). L’Art Nouveau si sviluppò nei maggiori paesi europei assumendo un nome diverso a seconda delle caratteristiche geo-locali: Jugendstil in Germania, Secession in Austria, Stile floreale o Liberty in Italia.

3 highlights della collezione:

1. Santa Cecilia, 1882

Uno dei soggetti più ricorrenti nell’arte preraffaellita, soggetto biblico e patrona della musica. I concetti di vita, arte e bellezza trovano spazio nella tela dell’artista inglese Strudwick (1849-1937). Cecilia appare come un richiamo nostalgico di un passato quasi immaginario.

John Melhuish Strudwick, St. Cecilia, 1882, olio su tela, Museo Wiesbaden, Collezione Ferdinand Wolfgang Neess. Fotografia: ©  Costina Mocanu, 2021

2. La porcellana

Se siete amanti della porcellana come me, non perdetevi la stanza viennese e i suoi gioielli.

a sinistra: Karl Klaus, Weibliche Figur mit Trauben und Vogel; al centro: Karl Klaus, Allegorische Jugenstilgruppe, acquistato nel 1911; a destra: Franz Staudigl, Salome, circa 1914. Fotografia: © Costina Mocanu, 2021
Dettaglio: Franz Staudigl, Salome, circa 1914. Fotografia: © Costina Mocanu, 2021

3. Le signore al parco

Un leitmotiv del pittore e designer francese Georges de Feure (1868-1943) è la natura misteriosa delle donne. Ispirato dalle paesie di Charles Baudelaire (1821-1862), in particolare modo da Les femme damnées, de Feure è noto per dipingere due figure femminili immerse nel verde e solitamente dotate di carica erotica. In questo quadro, invece, intitolato ‘Damen im Park’ (*n.n.), l’artista propone una sensualità e tenerezza sognante, penetrata da caratteri esotici.

Georges de Feure, Damen im Park, guazzo su carta; sedie: Louis Majorelle 1859-1926. Fotografia: © Costina Mocanu, 2021

Museum Wiesbaden
Hessisches Landesmuseum für Kunst und Natur
Friedrich-Ebert-Allee 2
65185 Wiesbaden

Orari di Apertura

Martedì – Domenica 10:00 – 18:00

Biglietti

Mostra permanente: 6.– Euro (*4.– Euro) 

Contatti
Tel.: 0611 ⁄ 335 2250
Fax: 0611 ⁄ 335 2192

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