Sonia Delaunay, la pittrice dei colori e delle forme astratte

words: Nicoletta Torri e Roberta Traina

Il Ruolo della donna nel Cubismo

Parlando di Cubismo, verrebbe da pensare subito ad artisti come Pablo PicassoGeorges BraqueFerdinand Lèger e Juan Gris. Ma come spesso accade ci si dimentica che in ogni avanguardia vi è sempre la presenza delle donne artiste che, se pur messe ai margini, hanno lasciato una traccia importante ad oggi non ancora pienamente riconosciuta. Nei movimenti d’avanguardia, soprattutto nel cubismo, le donne non venivano del tutto considerate come facenti parte del movimento e questo ne ha causato la loro marginalizzazione. Nonostante questo, ci sono state delle esponenti che sono riuscite ad emergere, un esempio lo sono donne come: Maria BlanchardAlice BaillyNatal’ja Sergeevna GončarovaSonia Delaunay.

In questo articolo un focus particolare lo vogliamo mettere sull’artista Sonia Delaunay, esponente del cubismo orfico,che con la sua arte innovò anche il campo della moda. La sua chiave d’interpretazione sono la danza da lei interpretata come un flusso, inteso come una continuità di movimento e, l’impulso, dettato dal colore che sanciva l’andamento delle forme e delle cose; in questo senso si può dire che sia stata proprio Delaunay una delle prime artiste a dare movimento e colore alle forme statiche del Cubismo.

L’ arte del Cubismo Orfico

“Amo la creazione più della vita e sento di dover esprimere me stessa prima di scomparire”[1]

Questa frase sembra riassumere perfettamente quella che è stata l’arte e lo scopo di vita di Sonia Delaunay, che fu una delle più importanti rivoluzionarie dell’arte d’avanguardia. La pittrice nasce il 14 novembre 1885 in Ucraina, da una famiglia molto povera, ebrea e molto numerosa. Il suo vero nome in realtà è Sarah Stern. L’Ucraina, il suo paese natale, lo descriverà sempre come un luogo idilliaco, dove trionfano i colori e questo influenzerà notevolmente la sua pittura. All’età di 5 anni si trasferisce dagli zii San Pietroburgo, dove ricevette un’educazione borghese. Durante il liceo viene notato il suo talento artistico, supportato sin da subito dagli zii adottivi, che le permetteranno di compiere i suoi studi tra la Germania Parigi, dove scoprì le opere dei post impressionisti, che contribuirono a plasmare il suo stile pittorico[2]. Fondamentale sarà l’incontro con Robert Delaunay, che sposerà nel 1910, da lei considerato come un poeta che si esprime con i colori[3]. Insieme, ma soprattutto su spinta dalla stessa Sonia, fondano la corrente dell’Orfismo, movimento artistico che esprimeva il lirismo del colore nelle opere d’arte, ispirandosi alla tavolozza cromatica post impressionista e alla manipolazione delle forme tipiche del CubismoGuillame Apollinaire diede il nome al movimento nel 1913[4]prendendo spunto dal cantore e poeta  della mitologia greca Orfeo. Lo stile dell’Orfismo si riconosceva dalla fluidità dell’astrazione e si basava sull’idea di simultaneità, posizionando i colori uno accanto all’altro per mostrare un forte contrasto

Prismes electriques del 1914 è uno dei lavori più iconici della Dealunay. Il quadro si concentra su due grandi cerchi sovrapposti creati da archi, o forme curve, di colori primari e secondari posti uno accanto all’altro. Il resto della tela è coperto da altre aree di colore individuate in una varietà di forme sia geometriche, come archi, rettangoli e forme ovali, che astratte, tutte collegate come se fossero cucite insieme come un arazzo. Questo lavoro esemplifica anche il modo in cui la vita ha influenzato l’arte della Delaunay. Quest’ultima racconta infatti di una passeggiata, avvenuta con il marito Robert lungo il boulevard Saint-Michel, che li fece imbattere in una serie di lampioni elettrici appena installati. Entrambi gli artisti hanno cercato di ricreare il bagliore impressionante di queste nuove invenzioni nelle loro opere d’arte. In questo dipinto, vediamo come la Delaunay ha cercato di replicare il modo in cui queste luci artificiali proiettano colori sul marciapiede, disegnando linee colorate semicircolari rapide[5].

Moda, Danza, Teatro

Sonia nella sua vita, oltre ad essere una grande artista, viene percepita come colei che riesce a mettere sullo stesso piano dipintioggettitessuti, ecc. Le sue creazioni risultano essere dei veri e propri abiti simultanei. Nella sua carriera realizza abiti per film ma anche abiti per il carnevale di Rio de Janeiro – la Delaunay (rifacendosi alla concezione di Mondrian) sostiene che la moda deve equilibrare le linee ondulate e le forme morbide del corpo. La sua moda aveva lo scopo di creare un legame fra tutte le arti, in un’epoca dove la moda era dominata dalla famosa Coco Chanel, colei che ha liberato il movimento della donna donando abiti e forme libere dopo anni di costrizioni in busti strettissimi. Importante, e non da sottovalutare, è il fatto che la pittrice si rifaccia al tema del Jazz, che possiamo ritrovare in alcune sue tele – come  Composition pour Jazz del 1952 – che cattura i suoni di questa musica popolare in colore e forme geometriche.Realizzò per i balletti russi gli abiti e le scenografie per le Quattro stagioni del 1925[6].

Parità tra uomini e donne

Di Sonia Delaunay resta ancora oggi il fatto che ha combattuto e focalizzato la sua attenzione per l’abolizione delle differenze di genere nell’ambito artistico. Per lei era quindi fondamentale difendere la parità tecnica tra uomini e donne, evitando che uno dei due sessi prevalesse sull’altro, in contesto che generalmente vedeva predominare dalla figura maschile. Inoltre, Delaunay fu importante a livello artistico in quanto, nel 1964[7], fu la prima donna a far parte di una retrospettiva al Louvre, che rese onore al suo lavoro ma anche a quello del marito Robert


Note a piè di pagina

[1] Kira Reike, “Sonia Delaunay, la donna che rivoluzionò l’arte,” Barnebys, 31 gennaio 2020. https://www.barnebys.it/blog/sonia-delaunay-la-donna-che-rivoluziono-l-arte

[2] Kira Reike, “Sonia Delaunay, la donna che rivoluzionò l’arte,” Barnebys, 31 gennaio 2020. https://www.barnebys.it/blog/sonia-delaunay-la-donna-che-rivoluziono-l-arte

[3] NN, “Sonia Delaunay. ‘La bellezza rifiuta di piegarsi all’obbligo del suo significato,’” MICHELLE CHAMPETIER – CANNES. https://www.mchampetier.com/note-di-biografia-Sonia-Delaunay.html.

[4] Marina Giordano, Sonia Delaunay La danza del colore, L’Altra metà dell’Arte, p. 43

[5] NN, “Electric Prisms, 1914 – Sonia Delaunay,” Wikiart. Visual Art Encyclopedia. https://www.wikiart.org/en/sonia-delaunay/electric-prisms-1.

[6] NN, “Electric Prisms, 1914 – Sonia Delaunay,” Wikiart. Visual Art Encyclopedia. https://www.wikiart.org/en/sonia-delaunay/electric-prisms-1.

[7] Kira Reike, “Sonia Delaunay, la donna che rivoluzionò l’arte,” Barnebys, 31 gennaio 2020. https://www.barnebys.it/blog/sonia-delaunay-la-donna-che-rivoluziono-l-arte


Riferimenti bibliografici

* Nicoletta e Roberta ringraziano il prof. Elio Grazioli, docente di Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Bergamo, per le preziose informazioni ricevute durante le lezioni sulla Delaunay.

Giordano, Marina. Sonia Delaunay. La danza del colore, Selene, 2003.

NN. “Sonia Delaunay. ‘La bellezza rifiuta di piegarsi all’obbligo del suo significato.’” MICHELLE CHAMPETIER – CANNES. https://www.mchampetier.com/note-di-biografia-Sonia-Delaunay.html.

NN. “Electric Prisms, 1914 – Sonia Delaunay.” Wikiart. Visual Art Encyclopedia. https://www.wikiart.org/en/sonia-delaunay/electric-prisms-1.

Reike, Kira. “Sonia Delaunay, la donna che rivoluzionò l’arte.” Barnebys, 31 gennaio 2020. https://www.barnebys.it/blog/sonia-delaunay-la-donna-che-rivoluziono-l-arte.

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